Bianco su bianco

Il fatto che abbia impiegato 3 minuti buoni per dare a tutto ciò un titolo che poi ho cambiato nel corso della stesura la dice lunga sulla mia vena “scrittrice”, che pulsa di poco sangue per di più ricco di anidride carbonica e rifiuti.

Condanna che mi perseguita da quando avevo 6 anni e mettevo in fila le prime frasi libere come compito a casa. Da dove partire? Cosa dire? Potevo parlare di tutto ma… era così facile farne cenno in poche parole? Molto spesso però la sensazione era che di cose da dire ce ne fossero ben poche. Ero condannato alla consapevolezza del “se non hai niente di degno da condividere, tanto vale lasciare il tutto accartocciato da qualche parte nel cervello”.

Ma è aumentando di poco a poco ritmi e fatica che si ottengono migliori risultati. Vale nell’esercizio fisico o in qualunque tipo di esercizio mentale. “L’appetito vien mangiando” insegna che anche qualcosa che dovrebbe rimanerci naturale come il nutrirci talvolta va stimolato.

Sarà un atto di presunzione ma non credo che certo “materiale” come episodi, idee, ricordi e fantasie debba rimanere fine a se stesso a puro intrattenimento di chi li ha visti o pensati. Anzi, mi spiego meglio e forse mi contraddico pure: a prescindere da chi legga, quanto sopra dovrà essere rivissuto prima o poi perlomeno dal loro autore.
Tutti tengono a scattarsi foto e anche a condividerle. Immagini che possono raccontare tanto ma che non escono da dentro di noi. Una foto scattataci da qualcuno durante una risata fragorosa ed estemporanea può farci risorridere perché ci rivediamo felici. Ma quanto sarebbe bello sapere cosa c’era dietro quella risata?

Non voglio perdermi un solo attimo di quello che mi succede attorno. Non voglio lasciare niente di irraccontato o non memorizzato nero su bianco. E’ il bianco su bianco che mi spaventa e acquistarne consapevolezza eviterà che questo accada.
Non dovranno esserci limiti di parole. La tecnologia ci ha provvisti di mezzi che possono andare oltre. Ognuno deve avere qualcosa da dire, in qualsiasi modo egli voglia.

Raccontiamoci, e ridiamoci su.

Non viviamo in case, viviamo in tane. Poniamoci nuovi obiettivi. Parliamo più lingue ma facciamoci capire a gesti.

Tuffiamoci nell’acqua fredda perché in quella calda sappiamo già di saperlo fare.