Vado

Biglietto andata e ritorno in tasca. Idee tante. Lista delle cose da fare incompleta.

Anzi, fare una lista delle cose da fare è la prima cosa nella mia lista delle cose da fare mentale… Confusa e impastata ad un senso di impreparazione che emerge tra la sicurezza dei propri mezzi di improvvisazione.

Volare è magnifico.

L’aereo è una giostra che va dritta e dà poco spazio all’immaginazione, perché tra le nuvole ti ci porta davvero.

In poche settimane salirò e scenderò da 8 aerei diversi. Non esagero se dico che il volo è un aspetto determinante per il quale mi piace viaggiare.
Sto agli aerei come un ragazzino che va al centro commerciale sta alle scale mobili.
(Ero l’unico a voler andare al supermercato per salire e scendere dalle scale mobili?)
Giuro: durante certe vacanze, nel bel mezzo dell’eccitamento per quanto stessi vivendo, non vedevo l’ora di ripartire per poter di nuovo salire su un aeroplano, nonostante questo mi avrebbe riportato a casa comportando un addio.

La mia perversione per i mezzi di locomozione capienti è qualcosa che pure dovrò raccontare, in futuro.
No vabè ho tempo:
Non mi ci sono mai visto come autista di autobus o mezzi con molti sedili, ma la mia passione per l’auto più brutta del mondo-la Multipla-ha qualcosa a che vedere col concetto espresso ad inizio paragrafo. Mi piace trasportare persone. Mi piace ospitarle a casa e tanto più portarle in posti a me cari. Voglio stiano comode (purché non sporchino) e si godano il paesaggio in maniera maggior/uguale a quanto lo faccia io.
Essere il trasportato e non necessariamente il trasportante è comunque appagante (purché i passeggeri non puzzino) e ha sempre colmato il non aver realizzato i miei sogni, neanche troppo rincorsi, da autista o pilota.
Non mi giustifico una tale attitudine se non, forse, con un’indole generosa. O forse da piccolo mi hanno picchiato con un carnet di biglietti del treno.

Ci sono fattori determinanti alla riuscita di un viaggio in termini di soddisfazione ed efficienza. Non verranno sciorinati qui se non con prevedibili e banali luoghi comuni, come:

  • E’ triste pensare che tra partire e tornare il lasso di tempo sembrerà breve tanto più il viaggio sarà divertente e il percorso pieno di scoperte.
  • O chi sono io per non dire che non è la meta a contare, ma il tragitto stesso?

Sono comunque abbastanza fiero di me per non aver citato Cesare Cremonini. Ma voglio comunque bene a chi, contrariamente, lo avrebbe fatto.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s